Storia-Karate-oggi

IL KARATE OGGI

Progetto di sviluppo motorio

Da oltre 10 anni la Federazione Italiana Judo Lotta Karate Arti Marziali (FIJLKAM www.fijlkam.it ) ha ideato e divulgato un progetto di sviluppo motorio che mette al centro le esigenze del bambino anziché gli obiettivi sportivi specifici delle discipline proposte dalle società sportive, recuperando un’importante funzione educativa allineata con i programmi ministeriali per l’Istruzione, fatti propri dal CONI e dalle Federazioni ad esso affiliate.

Favorire la partecipazione di tutti i bambini, compresi i diversamente abili rimane uno dei principali obiettivi, unitamente a prevenire gli svantaggi della sedentarietà e l’emarginazione sociale.

In tale modo il karate consente di:

  • acquisire gli schemi motori di base – consentendo conoscenza e padronanza del proprio corpo
  • favorire un armonico sviluppo psicofisico, l’espressione corporea e la comunicazione
  • sviluppare le qualità personali quali sicurezza, autostima e determinazione
  • sviluppare comportamenti relazionali e sociali positivi quali il confronto, la collaborazione, la solidarietà, la corresponsabilità, il rispetto e la lealtà verso gli insegnanti ed i compagni.

L’arte marziale, nello specifico l’attività proposta dalla ASD Karate Trento, è passata, da mero sport di combattimento inizio anni 70 frequentato prevalentemente da adulti di sesso maschile, a programma di educazione motoria adatto a tutte le fasce di età, a decorrere dagli inizi degli anni 90.

La ASD Karate Trento aderendo ai progetti definiti dalla Federazione e coerentemente con le indicazioni del Comitato FIJLKAM della Provincia Autonoma di Trento, ha dato particolare importanza alla fase di avvio motorio ed alla intelligenza motoria, passando quindi dalla psicomotricità per i più piccoli (fascia età 4-5 anni) alla applicazione dei principi delle neuroscienze per i più grandi (oltre 5 anni e senza limiti di età) dove l’intelligenza motoria sostituisce la specializzazione del gesto sportivo.

Progetto di integrazione

Un’ulteriore evoluzione dei progetti per lo sviluppo dell’attività motoria è stata resa possibile dalla collaborazione con l’Associazione Genitori Soggetti Autistici del Trentino legata al mondo dell’autismo, trovando una stretta correlazione tra gli studi delle neuroscienze applicate allo sport (capitolo successivo) e questo mondo ancora da scoprire e purtroppo in costante aumento.

La particolarità di queste iniziative è di progettare un percorso condiviso con psicologi e psicomotricisti del centro AGSAT, la famiglia ed il ragazzo definendo obiettivi motori personalizzati ed avviando un graduale inserimento nei corsi standard di karate. Ciò ha contribuito anche ad una crescita professionale degli insegnanti tecnici della ASD Karate Trento che si confrontano e collaborano con il personale specializzato del Centro.

Neuroscienze

Negli anni 70 con il termine ipocinesi si indicava una ridotta attività motoria dell’individuo causata soprattutto dalla introduzione di sistemi e meccanismi automatizzati, introdotti nel mondo del lavoro nella società industrializzata, evidenziando già da allora il rischio, a livello biologico, di una insufficiente razione di moto quotidiano che avrebbe potuto causare una perdita progressiva di efficienza dei sistemi ed apparati motori del corpo umano.

Il problema maggiore si poneva nei soggetti in età evolutiva, in tale situazione infatti l’ipocinesi non stimola un ottimale sviluppo delle funzioni neuro-cognitivo-motorie e non consente uno sviluppo armonico del corpo.

Nel 1984 il CONI presentava un programma multimediale per la formazione dei tecnici delle Federazioni ad esso affiliate denominato “Corpo Movimento Prestazione” cui fece seguito il programma “Educazione motoria” rivolto alla Scuola primaria.

Successivamente la FIJLKAM produsse diversi manuali trattando temi come “Capacità cognitive” e “Intelligenza motoria” supportati poi da diversi convegni, studi e ricerche su atleti di alto livello (karate e scherma) che dimostrarono gli adattamenti della corteccia cerebrale ai carichi cognitivo-motori. Tali risultati avevano originato un progetto avente l’obiettivo di sviluppare le funzioni neuro cognitive che stanno a monte dell’atto motorio, approvato in seguito da una commissione CONI -MIUR.

La soluzione a tali problematiche aveva richiesto un approccio multilaterale e multidisciplinare che coinvolgeva diverse figure professionali (pediatri, neuropsichiatri, insegnanti, tecnici federali, ecc.). L’ipotesi di lavoro era basata sullo sviluppo dell’Intelligenza Motoria rivolto soprattutto ai ragazzi della fase dell’età evolutiva, attraverso uno specifico percorso formativo.

Con il termine Intelligenza Motoria si intende infatti “la capacità di interagire con l’ambiente per mezzo di atti motori finalizzati ad uno scopo, efficaci ed efficienti” (Prof. Pierluigi Aschieri – FIJLKAM).

La qualità e la rapidità dei processi decisionali e la rapidità ed efficacia delle azioni sono caratteristiche determinanti per consentire lo sviluppo delle funzioni neuro-cognitivo-motorie. L’attività motoria volontaria quindi è il risultato di una stretta interazione tra le funzioni: neuro-cognitive, biomeccaniche e bioenergetiche.

La FIJLKAM con il Progetto Sport a Scuola: educare con il Judo la Lotta e il Karate ha individuato nell’arte del combattimento uno dei mezzi più efficaci per la formazione globale della personalità dei giovani; è infatti dimostrata la valenza educativa dello sport e la sua importanza per lo sviluppo psico-fisico soprattutto nelle fasce giovanili della popolazione.

Con questo progetto la FIJLKAM ha inteso accentuare la presenza delle discipline di combattimento nella Scuola sostenendo l’offerta di sport proposta dal MIUR (Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca).

Tale proposta introduce nella Scuola la pratica del Judo, della Lotta e del Karate non solo come mezzo per lo sviluppo delle capacità neuro-cognitivo-motorie ma anche come strumento per migliorare il livello di apprendimento e di concentrazione, agendo in maniera positiva sul rendimento scolastico complessivo.

La ASD Karate Trento, fin dalla sua costituzione affiliata alla FIJLKAM, ha recepito le indicazioni della Federazione nazionale ed ha avviato da subito progetti di collaborazione con gli Istituti scolastici della Provincia Autonoma di Trento che anch’essa aveva sostenuto con proprie leggi provinciali.

In considerazione dei positivi risultati nazionali raggiunti dai precedenti progetti e dall’esperienza maturata in tale ambito, la FIJLKAM recentemente ha presentato un nuovo progetto rivolto alle Scuole Primarie e Secondarie di primo grado denominato “Cinture bianche”.

“Cinture Bianche” sviluppato per le discipline Judo, Karate Ju Jitsu e Aikido – parallelamente a “Lottando Si Impara” proposto per la disciplina della Lotta – è la naturale prosecuzione del Progetto Sport a Scuola FIJLKAM, progetto che la FIJLKAM presenta da anni nelle Scuole e che da sempre recepisce le linee guida del CONI in materia di Attività Giovanile, adeguata metodologicamente alla luce delle Scienze Motorie e della moderna Psicopedagogia e Didattica.

Con i suddetti nuovi progetti la Federazione intende avviare una profonda revisione del progetto come finora è stato conosciuto e praticato, per elevarne ed uniformarne gli standard qualitativi e quindi la capacità di diffusione a livello territoriale e per renderlo ancor più conforme a quanto stabilito da MIUR, CONI e CIP.

“Cinture Bianche” intende rapportarsi all’Istituzione Scolastica proponendo discipline di grande fascino e di tradizione millenaria quali sono le Arti Marziali. Tali specialità sono portatrici di ricchezza culturale e stabilmente inserite nella famiglia degli Sport Olimpici e nei Programmi Olimpici Mondiali e Continentali.

La Federazione ha ritenuto opportuno mettere a disposizione della Scuola valori culturali di appartenenza, identità, passione oltre al patrimonio di risultati acquisiti e pubblicati durante le ricerche effettuate nell’ambito delle Neuroscienze su individui in età evolutiva.

Il Progetto, valorizzando gli aspetti formativi dello Sport, si propone come strumento didattico in grado di contribuire, in armonia con altri insegnamenti, ad un equilibrato sviluppo completo ed armonico di tutte le aree della personalità.

I Programmi proposti, distinti, progressivi e graduali, vengono predisposti secondo itinerari metodologici commisurati all’età, delineando una pratica scolastica delle Arti Marziali che garantisca un percorso di benessere psico-fisico da assumere quale costume culturale permanente e come mezzo per lo sviluppo dell’intelligenza motoria.

La pratica del karate

Il karate è una delle tre principali arti marziali, insieme alla lotta e al judo, promosse e sviluppate dalla Federazione Italiana Judo Lotta Karate e Arti Marziali (FIJLKAM).

In particolare, il karate è definito come sport di combattimento con contatto controllato.

La precisazione è necessaria per comprendere che la disciplina del karate permette di apprendere una serie di tecniche di combattimento (di difesa e di attacco) potenzialmente potenti ed efficaci ma sempre sotto il diretto e costante controllo del sistema neuro-cognitivo.

Queste caratteristiche confermano che la pratica del karate non è per nulla né pericolosa né violenta come un tempo veniva considerata tale arte marziale da coloro che non la conoscevano. Anzi è vero il contrario: il karate insegna a conoscere il proprio corpo ed a capire e sfruttare le sue potenzialità.

Infatti, attraverso il karate, si aumenta l’autocontrollo di fronte a eventuali situazioni di tensione emotiva o di pericolo, migliorando la capacità valutativa e consentendo di reagire con comportamenti adeguati.

In passato si riteneva che la pratica del karate non fosse adeguata ai bambini; anche in questo caso è vero il contrario. Innanzitutto, gli insegnanti tecnici sono preparati in modo specifico attraverso corsi di formazione erogati e certificati dalla Scuola Nazionale Federale e corsi di aggiornamento annuale per allinearsi alle novità metodologiche individuate per le fasce giovanili.

Il bambino e poi il ragazzo, attraverso l’apprendimento di tecniche di allenamento specifico – proposte in funzione di ogni singola fascia di età nel periodo pre-agonistico dai 4 ai 12 anni – riesce a sviluppare adeguatamente le funzioni neuro-cognitivo-motorie per poi essere pronto a praticare l’arte del karate (anche a livello agonistico) ovvero ad acquisire le basi per effettuare qualsiasi altro sport.

La disciplina del karate inoltre richiede il rispetto di regole condivise, valorizzando l’autodisciplina attraverso l’attività di palestra e, come riconosciuto dai pediatri, è estremamente utile sia ai bambini più insicuri perché acquisiscono fiducia nelle proprie capacità, sia a quelli più vivaci che così riescono a controllare l’aggressività.

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